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Budget rivisto - Anno 2019

Intro


Il budget dei costi delle Amministrazioni centrali dello Stato, introdotto ai sensi della legge n. 94/1997 e disciplinato dal d. lgs. n. 279/1997 che ha previsto l’avvio di un sistema di contabilità economica analitica per centri di costo, ha lo scopo di ampliare le informazioni del bilancio finanziario con elementi e dati di tipo economico e di consentire una valutazione degli oneri dei servizi e delle attività prodotti dalle amministrazioni pubbliche.

La legge di contabilità e finanza pubblica n. 196/2009 ha rafforzato il ruolo della contabilità economica analitica disponendo, tra l’altro, che il budget e il rendiconto dei costi dei ministeri costituiscano allegati, rispettivamente, degli stati di previsione del bilancio dello Stato (art. 21, comma 11, lettera f della legge n.196/2009) e del Rendiconto generale dello Stato (art. 36, comma 5 della legge n. 196/2009). In particolare, le previsioni rappresentate nel budget economico dello Stato si basano sul principio della competenza economica, secondo il quale i costi rilevati sono relativi alle risorse umane e strumentali (beni e servizi) effettivamente utilizzate nell’arco temporale di riferimento e sono esposte per natura dei costi previsti (in base al piano unico dei conti), per responsabilità organizzativa (in base ai centri di costo) e per destinazione dei costi (espresse in termini di missioni e programmi).

Con la legge n. 163/2016, che ha dato attuazione all’articolo 15 della legge n. 243/2012, in merito all’unificazione della legge di bilancio con la legge di stabilità, è stato inserito all’i nterno dell’articolo 33 (Assestamento e variazioni di bilancio) della legge n. 196/2009 il nuovo comma 4-octies, dove si dispone che “Il budget di cui all'articolo 21, comma 11, lettera f), è aggiornato sulla base del disegno di legge di assestamento e, successivamente, sulla base delle eventuali modifiche apportate al medesimo disegno di legge a seguito dell'esame parlamentare”. Il nuovo testo normativo, in analogia con quanto avviene per la predisposizione del budget iniziale, prevede pertanto due fasi successive per l’elaborazione del budget rivisto:

  • La prima fase corrisponde con la presentazione del disegno di legge di assestamento (Budget rivisto a disegno di legge di assestamento).
  • Nella seconda fase il budget rivisto è adeguato alle eventuali modifiche intervenute all’a ssestamento di bilancio in sede di discussione parlamentare (Budget rivisto a legge di assestamento).
 

Con la revisione del budget a disegno di legge di assestamento, i centri di costo hanno aggiornato le previsioni iniziali dei costi da sostenere nell’anno (budget a LB 2018) in funzione degli obiettivi concretamente perseguibili per realizzare i compiti ad essi assegnati e garantire le attività per il loro funzionamento.

L’aggiornamento delle previsioni economiche (anni persona, costi e investimenti) è avvenuto sulla base delle modifiche del quadro normativo ed organizzativo intervenute nel corso della prima parte dell’esercizio, nonché in coerenza con le variazioni delle risorse finanziarie assegnate con il provvedimento di assestamento del bilancio di previsione. Per tali attività le amministrazioni hanno fatto riferimento alle istruzioni impartite con la circolare del MEF n. 16/2018.

Con la revisione del budget a Legge di assestamento i costi delle Amministrazioni centrali dello Stato sono stati aggiornati in coerenza con le modifiche apportate in sede parlamentare al disegno di legge di assestamento.